Azionamenti | Laboratorio di possibilità: la dispersione scolastica vista con gli occhi di chi la affronta ogni giorno

Oltre dieci interviste in forma scritta, consultabili pubblicamente sul sito e i canali social, che offrono uno spaccato inedito da parte di coloro che si trovano in prima linea nel contrasto alla dispersione dei più giovani e grazie ai quali “azionamenti” ha potuto raggiungere oltre 1.700 tra studenti e studentesse.
Le cause della dispersione scolastica secondo dirigenti e docenti
Divario linguistico, problemi socioeconomici della famiglia di origine, fragilità psicologiche, lontananza dal luogo di studio, disturbi dell’apprendimento non diagnosticati per tempo, ma anche scelte non ponderate del percorso di studi, desiderio di accedere anzitempo al mondo del lavoro, strascichi di lungo periodo della pandemia e del conseguente lockdown: sono queste le principali cause individuate dalla maggior parte dei dirigenti e professori per spiegare le origini e la persistenza degli elevati tassi di abbandono e dispersione, che nel nostro Paese sfiora ancora ampiamente la doppia cifra percentuale.

"Il malessere dei più giovani è un malessere della società – ha dichiarato Lucia Gregoretti, dirigente dell’ICS Fermi di San Giuliano, durante l’intervista - genitori e insegnanti hanno bisogno della collaborazione di altre figure professionali ed esterne al mondo della scuola e della famiglia per poter dare ai più giovani un messaggio diverso, di speranza”.
Verso lo sviluppo di nuovi strumenti rapidamente scalabili, nel segno di una fiducia “illimitata” per le nuove generazioni
Nelle interviste emerge, in particolare, il bisogno di sviluppare nuovi strumenti e metodologie che non si limitino a comprendere il fenomeno, ma siano in grado di fornire una risposta concreta, puntuale e “scalabile” – adattabile, cioè, a diverse situazioni e contesti – al bisogno di ascolto e di inclusione che proviene dai più giovani. In questo contesto, “azionamenti – è l’opinione di Claudio Pasi, vicepreside dell’IIS Faravelli di Stradella (Pavia) – ha il pregio di fornire ai professori nuove strategie e modalità flessibili e adattabili alla singola realtà scolastica, per contrastare la dispersione e il rischio di abbandono precoce”, mentre secondo Daniele Pitturelli dell’IIS Stradivari di Cremona “azionamenti si pone in continuità e in maniera complementare agli interventi previsti dal PNRR per prevenire il rischio di abbandono dei più giovani: gli incontri previsti dal progetto si sono rivelati essere di grande stimolo per i nostri studenti, muovendo finalmente ‘qualcosa’ dentro di loro.”
Guardando al futuro, molti docenti e dirigenti auspicano un cambio profondo del metodo di insegnamento, dalla struttura degli ambienti scolastici alla flessibilità negli orari e nel rapporto con gli studenti, per stimolare la partecipazione di studenti e studentesse e metterli nella condizione di diventare protagonisti del proprio futuro, scolastico e professionale. Come dichiarato da Monica Meroni, Dirigente dell’IC Daniela Mauro di Pessano con Bornago, “se gli insegnanti sono messi nelle condizioni di potersi esprimere al meglio, di operare in un ambiente che li stimola alla creatività e allo scambio tra pari, e al contempo li supporta da un punto di vista psicologico, possiamo compiere dei passi avanti nel contrasto a un fenomeno che ha delle conseguenze profonde sulla nostra società, attuale e futura”.
Resta, inalterabile, un persistente sentimento di fiducia, alimentato dal ritorno di investimenti significativi come quelli generati dal PNRR ma soprattutto dal contatto quotidiano, costante, con i più giovani: con le loro fragilità, ma anche con le loro infinite e spesso nascoste potenzialità. A testimonianza di questo concludiamo questa rassegna - rimandando al sito di azionamenti per leggere le interviste complete - con le parole di Marianna Pavesi, dirigente dell’IS Fermi di Mantova: “Io nutro una fiducia “smisurata” nei giovani e nelle loro potenzialità. Forse, la nostra società si è dimenticata troppo spesso di loro, ponendoli in secondo piano rispetto ad altre urgenze che riguardavano la società più in generale, come avvenuto in occasione della pandemia.”
Trovi le voci degli studenti sul canale Instagram di Fondazione Cariplo.